DIARIO


Uccio Aloisi è stata la faccia sfacciata della musica popolare salentina. Non era un musicista nè un cantante in senso stretto: era uno che aveva fatto i lavori più duri e faticosi “per mangiare”, “e sempre povero sono rimasto”. Frugale e austero, ma sempre con testa alta e cuore ardente, cantava con tutta la potenza e la dignità di un vero, un puro.
I suoi stornelli contagiavano la voglia di partecipare alla festa, di condividere storie, di essere duri e innamorati allo stesso tempo, teneri ma vigorosi, nella musica come nella vita.



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la pizzica tarantata, densa, “sporca”, vibrante, corposa, di 50 anni fa. Oggi è mera esecuzione musicale, tecnica; pochi decenni fa era ancora un’inquietudine, una necessità, una vibrazione, una pulsione.[fb_vid id=”10150371711026435″]

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BioPizzica

“Un uragano di vita ardente scuote i danzatori di Dioniso.
Nell’incanto dionisiaco la natura celebra la sua riconciliazione col figliol prodigo, l’uomo, offrendo i suoi doni. Il carro di Dioniso è sommerso in un oceano di fiori: pantere e tigri aggiogate battono il ritmo all’inno della gioia universale. (…) L’uomo che canta e danza supera la parola e il passo. Si concede all’aria. I suoi gesti rivelano una beatitudine eccelsa.
L’uomo soprannaturalizzato, per cosí dire, si sente Dio. L’estasi del sogno lo trasfigura.
La potenza estetica della natura si accende di fremiti sacri.”
[tratto da “Nietzsche”, S. Tissi]

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BioPizzica è una proposta che si basa sulla pizzica salentina nella prospettiva della sua originaria dimensione dionisiaca, e si articola su un percorso organico di conoscenza, esplorazione, sviluppo, integrazione e condivisione.

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Friedrich Nietzsche – La.visione.dionisiaca.del.Mondo – Giorgio Colli e Mazzino Montinari – ITA.

“Le feste di Dioniso non solo stringono il legame tra uomo e uomo, ma riconciliano anche uomo e natura. Spontaneamente la terra offre i suoi doni e gli animali più feroci si avvicinano pacificamente: il carro di Dioniso, incoronato di fiori, è tirato da pantere e da tigri. Tutte le divisioni di casta, stabilite tra gli uomini dalla necessità e dall’arbitrio, scompaiono: lo schiavo è uomo libero, il nobile e l’uomo di basse origini si riuniscono nei medesimi cori bacchici. Il vangelo dell’ «armonia universale» si aggira da un luogo a un altro in schiere sempre più numerose: cantando e danzando, l’uomo si manifesta come membro di una comunità superiore e più ideale; ha disimparato a camminare e a parlare. C’è di più egli si sente preda di un incantesimo ed è realmente diventato qualcosa di differente. Come gli animali parlano e la terra dà latte e miele, così anche risuona da lui qualcosa di soprannaturale. Egli sente se stesso come dio, e quello che altrimenti viveva solo nella sua immaginazione, ora egli lo sente in se stesso.”

F. NIETZSCHE, “La visione dionisiaca del mondo”


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